"Un secolo di legno. La Bottega dei Maffei e l'Arte dei Maestri di Legname a Gubbio nel Cinquecento" 

Relazione del Dott. Francesco Mariucci

07 Febbraio 2024

Mercoledì 7 Febbraio 2024 lo storico dell'Arte Dott. Francesco Mariucci  ha tenuto per i Soci dell’Università Terza Età Città di Gubbio l’interessante relazione sul tema “Un secolo di legno. La Bottega dei Maffei e l’arte dei maestri di legname a Gubbio nel Cinquecento.”

L’Arte del Legno, ritenuta a lungo erroneamente arte minore, ha avuto a Gubbio personaggi di levatura nazionale nel Cinquecento. Tra questi spicca per notorietà e pregio la famiglia dei Maffei i quali dettero origine ad una prestigiosa Bottega, attiva dalla fine del Quattrocento fino ai primi decenni del Seicento, che si distinse nell'arte dell'intaglio.

 

Iniziatore fu Luca, morto prima del 1546, è documentato per la prima volta nel 1472, quando era iscritto all'Arte dei Falegnami, ricoprì cariche politiche e fu anche console.

 

Giacomo (morto dopo il 1575), figlio di Luca, ricoprì incarichi politici e nel 1566  acquistò una casa nel Quartiere di San Pietro dove era ubicata con ogni probabilità la Bottega. Ebbe quattro figli, due dei quali, Antonio e Giovanni Battista, seguirono professionalmente le sue orme. Un altro figlio, Luca, era commerciante di lana e si trasferì a Todi. 


Girolamo (morto nel 1594), fratello e collaboratore di Giacomo, era conosciuto come “Recanato”, il che fa pensare ad un legame con le Marche. Fu “Capitano” dell'Arte dei Falegnami e uno dei consoli di Gubbio nel 1573.

 

Antonio (di cui si hanno notizie dal 1549, morto nel 1601)........... (Clicca per continuare a leggere)

dopo la scomparsa del padre Giacomo e dello zio Girolamo, divenne il capo della bottega Maffei. Fu descritto da un contemporaneo come: “ homo celeberrimo nell'intaglio et stimato da Francesco Maria, Duca d'Urbino per la cui virtù ha fatto esente la sua casa da ogni gabella ” (un uomo famoso per la sua scultura in legno e così stimato per la sua virtù da parte del duca Francesco Maria di Urbino che la sua famiglia è esente da ogni tassa). Oltre al lavoro a Gubbio, ottenne importanti commissioni nelle Marche (Fabriano, Jesi) e a Todi.

 

Opere - Una delle opere più insigni è il grande Organo della Cattedrale di Gubbio, voluto dal Vescovo Marcello Cervini, futuro Papa Marcello II, intorno alla metà del Cinquecento, commissionato ad un organaro fiammingo e uno dei più famosi nel Centro Italia. Accanto ad esso il Seggio dei Magistrati, in collaborazione con Benedetto Nucci.

Antonio, il più insigne della Famiglia Maffei, lavorò per i Monaci Olivetani di San Pietro in Gubbio e poi in varie cittadine dell’Umbria e delle Marche. Di lui si ricorda il Seggio  Episcopale della Cattedrale di Gubbio, impostato dal padre Giacomo, di cui decorò mirabilmente lo schienale. E’ suo il coro di San Pietro a Perugia. Realizzò anche manufatti più semplici, come stendardi lignei processionali.

Inoltre vanno ricordati l’altare “La Pentecoste” della chiesa di Santo Spirito di Gubbio ora nella locale Pinacoteca (anni Sessanta del Cinquecento); la Cassa d'Organo e  Cantoria  della chiesa di San Patrignano a Fano (1562); il Fonte Battesimale per la Cattedrale di Fabriano (1570).

IL capolavoro più grande è la Cassa d'organo e Cantoria della Chiesa di San Pietro di Gubbio, di gusto manieristico, fatto per stupire e attrarre l’attenzione.

Da ricordare anche la realizzazione di cornici di pregio e i cassoni nuziali, in collaborazione con pittori e ceramisti.

A Gubbio altre opere: due portali pregevoli, della Chiesa della S.S. Trinità e della Chiesa suburbana di Madonna del Ponte; il Tabernacolo per il S.S. Sacramento conservato nella Chiesa di Santa Maria Nuova, proveniente da quella di Sant’ Agostino, realizzato dopo la Controriforma, quando l’esposizione del S.S. Sacramento era importantissima; gli arredi lignei della chiesa suburbana di Santa Maria del Suffragio a San Marco, tra cui la balaustra della controfacciata, forse prima ubicata nella Chiesa di San Pietro; la porta della Sagrestia della Chiesa di San Secondo; la parte superiore della porta lignea di Palazzo Bentivogli (poi Palazzo Barbi).

Altri capolavori sono il Coro della Chiesa di San Fortunato di Todi (1581 – 91) e  la Cassa d'organo e Cantoria della Chiesa di Sant’ Agostino di Gubbio.

Questi pregevoli  lavori, alla cui riscoperta ha notevolmente contribuito il ricercatore eugubino Luigi Bonfatti tra prima e seconda metà dell’Ottocento.  testimoniano la grande importanza della Bottega Maffei  nel panorama dell’Arte del Legno del Cinquecento e la sua  ammirevole vitalità che ci ha tramandato capolavori di assoluto pregio.

Cassa d' organo e Cantoria - Chiesa di Sant'Agostino - Gubbio

Cassa d' organo e Cantoria -  Cattedrale di  Gubbio

Cassa d' organo e Cantoria -  Chiesa di San Pietro - Gubbio

Stalli del Coro  -  Chiesa di San Fortunato - Todi